dolci, forneria, ricette

Un banana bread senza peccato

Che il nostro consumo eccessivo di zucchero sia un problema, ormai è noto anche ai sassi e no, non è per una questione di calorie, quelle non sono mai state un problema (almeno per la branca di nutrizione che studio). Intendiamoci, quando dico zucchero, parlo di tutta la categoria: bianco, di canna integrale, di canna raffinato, sciroppo d’acero, succo d’agave, malto, sciroppo di riso e, pensa un po’, anche lo zucchero di fiori di cocco, ultima frontiera del capitalismo del benessere. La risposta insulinica tra un tipo di zucchero e un altro può cambiare di poco, ma questo non ne giustifica l’utilizzo, anche perché esistono diversi modi di aggirare il problema – basta conoscerli. Detto questo, se volete preparare una torta con lo zucchero, una volta ogni tanto, non c’è nulla di male (e la mia scelta ricade solo sul Mascobado di Altromercato). Una torta per celebrare un’occasione particolare, se non si hanno patologie pregresse, non è un dramma. Il punto è quantificare ogni quanto andiamo a confortarci con qualcosa di ingiustificatamente dolce.

Facciamo un esercizio.

Quanto zucchero consumate al giorno? Potete calcolarlo voi stessi. Se mangiate biscotti, merendine, cioccolato, marmellata, bevande vegetali dolcificate o prodotti confezionati, trovate sull’etichetta nutrizionale la cifra che state cercando, alla voce carboidrati – di cui zuccheri (fatti e finiti). Stesso discorso per chi beve le bevande come bibite e succhi di frutta. Se dolcificate caffè, tè o tisane, vi basti pensare che un cucchiaino equivale tra i 5 e i 10 g di zucchero. Avete ottenuto un buon risultato? Per scoprirlo, dovete sapere che la quantità massima giornaliera di zucchero da non superare sono 25 g. Già in panico, dopo che nell’ultima torta ne avete messi 200 g? No problem, questo dolce arriva proprio per aiutarvi!

So che le tendenze delle influencer sui bananabread prevedono l’utilizzo di una banana tagliata in due in superficie, ma io ne avevo solo due. Salva anche stavolta dall’omologazione, seppur per vie traverse.

BANANA BREAD SENZA ZUCCHERO

La ricetta è una rivisitazione del dolce di Romina Coppola che trovate a questo indirizzo. Ho sostituito il malto con un frullato a base di uvetta idratata in latte di miglio, ma potete usare qualsiasi bevanda vegetale abbiate in casa. Certo, se è naturalmente dolce come il latte di cereali (e quindi riso, farro, avena, miglio o sorgo), la torta sarà più gustosa. Io ho usato cioccolato fondente all’80%, il che significa che un pochino di zuccheri li contiene: se preferite, potete optare per altra uvetta e tenerlo 100% sugar free.

Cosa serve:

  • 250 g farina integrale
  • 50 g farina di grano saraceno
  • 30 g farina di castagne
  • 15 g di cremor tartaro (o lievito per dolci)
  • 100 g di cioccolato fondente all’80%
  • 6 noci
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • un pizzico di sale
  • 2 banane molto mature (più sono nere, migliore sarà il risultato)
  • 60 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo
  • 90 g di uvetta ammollata in 60 ml latte di miglio per 30 minuti
  • 150 ml di latte di miglio o altra bevanda di cereali

Come si fa:

In una terrina riunite le farine – avendo cura di setacciare la farina di castagne (tende a fare grumi), il cremor tartaro, il sale e le spezie. Con l’ausilio di un buon coltello, riducete il cioccolato a scaglie e le noci a pezzetti, quindi aggiungetele alle farine. Mescolate.

In un frullatore tipo blender o nel bicchiere del minipimer, frullate l’uvetta con il latte. L’ammollo serve a rendere l’uvetta più morbida e lavorabile, il che è prezioso soprattutto per chi non possiede un superfrullatore (tipo me!). Quando avrete ottenuto una crema, aggiungete le banane a pezzetti, il restante latte vegetale e l’olio di semi. Frullate fino a ottenere una crema liscia e versate il composto nella terrina delle farine.

Mescolate in modo sommario con un cucchiaio o una spatola: non stressate l’impasto con fruste o planetarie o rischierete di trasformare il vostro soffice dolce in una mattonella gommosa. Questo trucco vale per tutti i dolci che lievitano in forno, come muffin e pandispagna, ma non vale per una lievitazione lenta come, per esempio, quella dei kanelbullar: qui l’impasto dovrete lavorarlo finché non vi si staccano le braccia. Ma voi, saggiamente, avete scelto il pigro banana bread.

Versate l’impasto in uno stampo da plumcake da 25 cm oliato e infarinato oppure rivestito di carta da forno piegata con cura negli angoli, e infornate a 180° per 35-40 minuti, facendo la prova stecchino (deve uscire asciutto).

Il giorno dopo è ancora meglio. E mi raccomando:

4 thoughts on “Un banana bread senza peccato”

  1. Ciao Betti,
    Prima di farti la classica domanda terra terra sulla sostituzione della farina di castagne una breve sviolinata. Ti seguo da un anno grazie al consiglio di una collega. Mi piace: il tuo stile, il tuo posizionamento politico, le tue ricette, la tua ironia e Guzzanti (cresciuta con l’ottavo nano), infine da mesi ho scoperto il mio alveare grazie al tuo instagram. Credo di aver reso l’idea. Se fai un corso online lo seguo subito. Sono vegana da 4 anni. Ok finito. Posso sostituire la farina di castagne con quella di riso integrale? E cosa ci faccio con sta farina che ormai l’ho comprata?
    Buon lunedí,
    Silvia

    1. Ciao Silvia! Ma potessero essercene di messaggi così il lunedì mattina! GRAZIE <3
      Allora, parto dalla domanda tecnica: la farina di castagne serve ad addolcire l'impasto senza usare zucchero e a dare un buon sapore. Non ho mai provato a sostituirla, puoi provarci tu! So che spendere 5 euro per usarne due cucchiai non ha senso, ma ecco cosa potresti farne: crespelle https://www.ioscelgoveg.it/ricette/crespelle-castagne-cavolo-nero-funghi/ che puoi farcire anche per la colazione con la marmellata di more o "ricotta e miele", cioè tofu frullato con un po' di sciroppo d'acero o malto (così si mangiano i tipici necci della garfagnana). Puoi fare anche delle crespelle salate farcite di crema di carciofi o quello che vuoi. Puoi fare il castagnaccio o delle frittelle! Insomma, via libera alla sperimentazione da castagna.
      Per il discorso corsi online: ci ho pensato e ripensato, mi piacerebbe ma al momento non ho la testa e l'energia per dedicarmici: finite le ore di ufficio voglio solo staccare gli occhi dal pc. Prometto di impegnarmi di più e di pensare a qualcosa per gennaio! Intanto, davvero, grazie per questo messaggio d'amore.
      Fammi sapere come procede l'affare banana bread – e per la cottura ascolta il tuo forno, regolati come faresti di solito, che il mio è un po' speciale. Baci!!!

      1. Appena finito di mangiare con una tisana gusto ‘omino pan di zenzero’. Senza lo zucchero si sentono tutti gli altri sapori, non so spiegare perchè ma mi sa molto di caffè viennese 1910…wunderbar:)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici + 13 =